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Superbonus 2026: Cosa resta dalla detrazione al 110%

Il Superbonus, l’incentivo che ha rivoluzionato l’edilizia italiana dal 2020, chiude ufficialmente i battenti per la maggior parte del Paese. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ( lascia aperta una sola porta. Si tratta della proroga superbonus specifica per le zone colpite da eventi sismici.

In questo articolo analizziamo cosa resta dell’agevolazione per il 2026, come accedere ai fondi limitati e la distinzione tra le vecchie e le nuove regole, basandoci sugli ultimi aggiornamenti a gennaio 2026.

Attenzione: Dal 1° gennaio 2026 il Superbonus generale non esiste più. È sostituito da bonus ordinari con aliquote ridotte (36-50%). La proroga al 110% riguarda esclusivamente i “crateri sismici” del 2009 e 2016.

Chi può ancora accedere al 110% nel 2026?

I requisiti fondamentali:

  • Geografia: Il tuo immobile deve trovarsi in uno dei circa 140 comuni del “cratere sismico” (Abruzzo 2009, Centro Italia 2016) in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza.
  • Danno certificato: L’edificio deve avere una scheda AeDES con inagibilità qualificata (esito B, C o E) e certificazione del nesso causale tra danno e sisma. Se la casa è agibile, niente 110%.
  • Soggetti: Persone fisiche, condomini, ONLUS, cooperative. Sono esclusi gli immobili strumentali (beni d’impresa).

Nota bene: Il Superbonus spetta anche ai familiari conviventi del proprietario che sostengono le spese, anche se il titolo abilitativo (CILA/SCIA) è intestato solo al proprietario dell’immobile (rif. Circolare 17/E/2023).

Sicurezza sismica: Cosa puoi fare subito con meno di 30€?

Se il tuo immobile non rientra nei requisiti, la sicurezza della tua famiglia non deve aspettare. Esistono interventi “salvavita” immediati ed economici che prevengono danni gravi durante una scossa, bloccando gli oggetti che causano più ferite: mobili e suppellettili.

Ecco i must-have per chi vive in zona sismica:

  • Ancoraggio mobili alti: Il pericolo maggiore non è sempre il crollo del muro, ma il ribaltamento di armadi e librerie. Le Cinghia di Sicurezza per Mobili sono facili da montare, invisibili e costano pochi euro. Indispensabili nelle camere dei bambini.
  • Blocco ante e sportelli: Per evitare che il contenuto di credenze e pensili venga proiettato fuori violentemente, utilizza le Chiusura Magnetica per Cassetti & Ante.
  • Kit di emergenza pronto: In zona a rischio, ogni casa dovrebbe avere uno “zaino di emergenza” vicino all’ingresso. Su Amazon trovi Kit Sopravvivenza Multiuso, ottimo anche come un regalo.

Standard vs Rafforzato: Cosa cambia nel 2026?

La confusione più grande riguarda la differenza tra il “Superbonus Rafforzato” (che scade) e il “Superbonus Standard/Ricostruzione” (che rimane).

  • Superbonus Rafforzato (SCADUTO il 31/12/2025): Permetteva di rinunciare ai contributi pubblici per la ricostruzione in cambio di massimali fiscali aumentati del 50%. Questa opzione non è più disponibile nel 2026.
  • Superbonus Standard (ATTIVO nel 2026): È l’unica via percorribile.
    • Come funziona: Si sommano due fonti di finanziamento. Prima si usa il Contributo per la Ricostruzione (fondi pubblici erogati dal Commissario). Il Superbonus 110% si applica solo sulla spesa eccedente (la parte che resterebbe a tuo carico).
    • Massimali: Si applicano i massimali ordinari, senza l’aumento del 50%.

Massimali di spesa 2026 (per unità immobiliare)

Poiché nel 2026 vale solo la versione “Standard” (sulle spese eccedenti il contributo), ecco i limiti fiscali per unità immobiliare:

Tipologia InterventoDettagliMassimale (per unità)
Isolamento TermicoCappotto (>25% superficie disperdente)€ 50.000
Impianti TermiciCaldaie/Pompe di calore (Condomini)€ 20.000 – 30.000
Impianti TermiciCaldaie/Pompe di calore (Unifamiliari)€ 30.000
SismabonusMessa in sicurezza statica€ 96.000
FotovoltaicoInstallazione pannelli (Trainato)€ 48.000 (o € 2.400/kW)
AccumuloBatterie (Trainato)€ 48.000 (o € 1.000/kWh)
ColonnineRicarica auto elettrica€ 1.500 – 2.000
Nota: I massimali per fotovoltaico e accumulo sono autonomi rispetto agli interventi sismici ed energetici.

Fondi limitati e Cessione del Credito

La manovra stanzia 400 milioni di euro (330 per il sisma 2016, 70 per il 2009). Sono gestiti “a sportello”: chi prima arriva, ottiene i fondi. Una volta esauriti, l’agevolazione cessa anche prima di dicembre.

Cessione del credito e Sconto in fattura: Rimangono disponibili (in deroga al blocco generale), ma con una distinzione cruciale sulle tempistiche:

  • Domanda Contributo PRE 30 Marzo 2024: Se hai presentato la domanda di ricostruzione prima di questa data, sei in una “botte di ferro”. Mantieni la cessione del credito e non sei soggetto al limite dei 400 milioni.
  • Domanda Contributo POST 30 Marzo 2024: Puoi ancora accedere alla cessione del credito, ma rientri nel plafond limitato dei 400 milioni. La velocità è essenziale.

FAQ tecniche e casi particolari

Tre dettagli operativi che spesso sfuggono ma che possono salvare la pratica:

  1. Familiari conviventi: Il Superbonus spetta anche ai familiari conviventi del proprietario che sostengono le spese. Questo vale anche se il titolo abilitativo (CILA/SCIA) è intestato solo al proprietario dell’immobile (Rif. Circolare 17/E/2023). Utile se il proprietario non ha liquidità ma il coniuge sì.
  2. Progetto unitario: Non servono due progetti separati (uno per la ricostruzione e uno per il Superbonus). È possibile presentare un progetto unitario e un unico computo metrico estimativo. Sarà il tecnico a dover indicare distintamente nel computo le spese coperte dal contributo statale e quelle “eccedenti” che andranno in detrazione al 110%.

I 7 passi per non perdere i fondi

Vista la natura “a sportello” (fino a esaurimento risorse), la velocità è essenziale. Ecco la procedura aggiornata per procedere senza intoppi:

  • Verifica preliminare: Controlla l’elenco della Protezione Civile per il tuo comune e recupera la scheda AeDES (inagibilità B, C o E).
  • Team tecnico: Incarica subito un ingegnere. Servono asseverazioni sismiche e APE ante-operam per la parte energetica.
  • Istanza contributo (cruciale): Presenta la richiesta per il contributo di ricostruzione al Commissario Straordinario. 
    • Ricorda: puoi presentare un progetto unitario (unico computo metrico) distinguendo le spese coperte dal contributo da quelle in Superbonus.
  • Titolo edilizio: Deposita la CILA o SCIA in Comune (verifica se intestarla al proprietario o se paga un familiare convivente).
  • Opzione fiscale: Se hai i requisiti per la cessione del credito (domanda pre-marzo 2024 o capienza nel plafond 2026), accordati con la banca/impresa. La comunicazione all’Agenzia delle Entrate per le spese 2026 va fatta entro il 16 marzo 2027.
  • Pagamenti parlanti: Usa solo bonifici parlanti. Raccogli rigorosamente tutte le asseverazioni e il visto di conformità. Salva la nostra guida bonifico parlante per detrazioni fiscali tra i preferiti.

Panorama Bonus Edilizi 2026: Cosa resta per gli altri?

Per chi non rientra nel cratere sismico o per lavori fuori dal Superbonus, la Legge di Bilancio 2026 prevede ancora questi bonus principali:

Approfondisci con le nostre guide.

Domande Frequenti (FAQ): Dubbi comuni e regole 2026

In questa sezione rispondiamo ai dubbi più frequenti, analizzando le superbonus 110 ultime notizie e chiarendo cosa accade a chi si trova in situazioni “limite”.

1. Esiste una nuova proroga Superbonus generale?

No. La Legge di Bilancio è chiara: la proroga superbonus al 110% è limitata esclusivamente agli immobili danneggiati nei crateri sismici del 2009 e 2016. Per tutto il resto d’Italia, il Superbonus 110 è definitivamente terminato il 31 dicembre 2025. Chi deve effettuare lavori di ristrutturazione fuori da queste aree dovrà affidarsi ai bonus ordinari (come il Bonus Casa al 50% o l’Ecobonus).

2. Se ho avviato il cantiere ma non ho finito, chi paga?

Questa è la situazione più critica. Nel caso di superbonus 110 lavori non ultimati chi paga? Se ti trovi fuori dal cratere sismico e non hai concluso i lavori (o raggiunto gli obiettivi energetici) entro la scadenza del 31 dicembre 2025, non puoi più detrarre le spese sostenute nel 2026 al 110%. Inoltre, se non è stato raggiunto il “salto di due classi energetiche” o non sono stati completati i SAL minimi previsti, l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere la restituzione delle somme già percepite (il cosiddetto “recupero crediti”). È fondamentale consultare un tecnico per chiudere il cantiere utilizzando i bonus minori ancora attivi.

3. Posso vendere casa dopo aver usufruito del Superbonus?

Sì, ma con un’importante avvertenza fiscale introdotta nel 2024. Se vendi l’immobile ristrutturato prima che siano passati 10 anni dalla fine dei lavori, la plusvalenza (ovvero il guadagno generato dalla vendita rispetto al prezzo di acquisto) viene tassata al 26%. Lo Stato considera che il valore della casa sia aumentato grazie ai soldi pubblici e quindi richiede una parte del profitto. Questa tassa non si applica se l’immobile è stato adibito ad abitazione principale per la maggior parte del tempo.

4. Il Superbonus aumenta le tasse sulla casa?

Sì, c’è un impatto. I lavori di riqualificazione energetica e sismica aumentano il valore dell’immobile e, per legge, è obbligatorio aggiornare i dati catastali al termine dei lavori se c’è stato un miglioramento di classe. Questo comporta una rivalutazione della rendita catastale superbonus. Una rendita più alta può tradursi in un aumento delle imposte legate al possesso o al trasferimento dell’immobile (IMU, imposta di registro), poiché l’edificio vale di più sul mercato.

5. Quanto paga il GSE per l’energia immessa col Superbonus 110?

C’è spesso confusione su quanto paga gse a kw con superbonus 110. È importante sapere che il meccanismo è diverso rispetto a un impianto fotovoltaico standard. Poiché l’impianto è stato pagato interamente dallo Stato (costo zero per il cittadino), non è possibile accedere allo “Scambio sul Posto”. L’energia non autoconsumata (quella che immetti in rete) viene ceduta al GSE tramite il “Ritiro Dedicato”, ma spesso a condizioni economiche meno vantaggiose o, in alcuni casi specifici legati alla cessione del credito, l’energia eccedente deve essere ceduta gratuitamente al GSE. L’obiettivo del 110% è l’autoconsumo (risparmio in bolletta), non il guadagno dalla vendita di energia.

Sintesi

Il 2026 è l’anno della “coda” del Superbonus. Se possiedi un immobile inagibile nel cratere sismico, hai un’ultima opportunità irripetibile di combinare Contributo Ricostruzione + Superbonus 110%. Tuttavia, la natura “a sportello” dei fondi richiede di avviare le pratiche tecniche immediatamente.

Disclaimer: Questo articolo è a scopo informativo e si basa su fonti ufficiali al momento della pubblicazione. Le normative possono cambiare, quindi consulta sempre un commercialista, un CAF o l’Agenzia delle Entrate per la tua situazione specifica. Non sostituisce una consulenza professionale.

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