Con bonus sicurezza si possono adottare misure migliori

Bonus Sicurezza 2026: Detrazioni fino a 50% per allarmi, porte blindate e videosorveglianza – Guida Completa e quiz

“Mala tempora currunt”, signori miei. Non sarò il solo a sentirsi sempre meno sicuro fuori casa. Secondo ISTAT nel 2024 (siamo ancora in attesa dei dati 2025 aggiornati) aumenta la quota di famiglie che affermano che la zona in cui vivono è molto o abbastanza a rischio di criminalità, che arriva al 26,6%. Non so se sia solo una sensazione, ma so che almeno a casa voglio sentirmi al riparo totale. Questo non ha prezzo. Certo, installare un allarme o una porta blindata un costo ce l’ha. Fortunatamente, lo Stato ci aiuta a proteggere le nostre famiglie con un’importante detrazione fiscale.

Molti lo chiamano “Bonus Sicurezza”, ma non è un bonus a sé stante. Si tratta di una specifica applicazione del Bonus Ristrutturazione, che include tutti gli interventi finalizzati a “prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”, come chiarito dalla Circolare AdE 8/E/2025.

🏛️ Le regole base: Bonus Ristrutturazione 2026

Poiché il Bonus Sicurezza fa parte del più ampio Bonus Ristrutturazione, per conoscere tutte le aliquote, i massimali di spesa e le regole generali devi fare riferimento alla normativa principale.

Leggi la Guida Completa ➤

Cosa comprende bonus sicurezza? L’elenco completo dei lavori ammessi

L’elenco fornito dall’Agenzia delle Entrate è ampio e copre sia la sicurezza fisica che quella tecnologica. Per comodità, possiamo dividere i lavori agevolabili in quattro macro-categorie:

1. Serramenti, porte e serrature (Protezione passiva degli accessi)

  • Installazione o sostituzione di porte blindate o rinforzate.
  • Sostituzione di serrature obsolete con serrature di sicurezza (es. passaggio a cilindro europeo con defenderantishock).
  • Installazione di catenacci, lucchetti e spioncini (inclusi gli spioncini digitali).
  • Montaggio di tapparelle metalliche dotate di bloccaggi antisollevamento.
  • Installazione di vetri antisfondamento su infissi già esistenti.

2. Sistemi di allarme e videosorveglianza (Protezione attiva ed elettronica)

  • Acquisto e installazione di centraline antifurto e apparecchi rilevatori (sensori volumetrici interni, sensori perimetrali esterni).
  • Installazione di rilevatori di apertura ed effrazione sui serramenti.
  • Sistemi di videosorveglianza (fotocamere o cineprese), inclusi quelli collegabili ai centri di vigilanza privati.
  • Sistemi di controllo accessi (es. videocitofoni, lettori badge o biometrici per l’ingresso).

3. Protezioni perimetrali esterne

  • Apposizione di grate o inferriate sulle finestre (o la loro sostituzione).
  • Rafforzamento, installazione o sostituzione di cancellate.
  • Costruzione o rinforzo di recinzioni murarie e muri di cinta dell’edificio.
  • Apposizione di saracinesche o grate avvolgibili (es. per i box auto).

4. Beni specifici

  • Installazione di casseforti a muro (o casseforti a mobile, purché saldamente ancorate alla struttura).

Attenzione: La detrazione copre non solo il costo dei materiali, ma anche le spese professionali per i sopralluoghi, le perizie e la manodopera per l’installazione.

💡 Il consiglio Smart: La sicurezza a portata di App

Oggi non serve più spaccare tutti i muri per passare i fili dell’allarme. Esistono Kit Allarme Wireless e Telecamere WiFi che si installano in pochi minuti e si controllano comodamente dal cellulare.

Le agevolazioni: Se stai facendo una ristrutturazione (CILA aperta), questi acquisti rientrano nel Bonus Mobili 50%. Se invece installi solo l’allarme, puoi detrarli col Bonus Sicurezza (ricordati di pagare con Bonifico Parlante).

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La burocrazia semplificata: serve la CILA?

Nella maggior parte dei casi, NO. L’installazione di allarmi, videocitofoni o la sostituzione di una porta blindata (senza allargare il vano muro) rientra nell’Edilizia Libera.

  • Come fare: Non devi presentare nulla in Comune. Per avere il bonus, devi solo conservare una Dichiarazione Sostitutiva di Atto di Notorietà in cui attesti la data di inizio lavori e che l’intervento rientra nella prevenzione atti illeciti.
  • Quando serve la CILA: Solo se fai opere murarie invasive (es. abbatti un muro per mettere una porta blindata più grande). Approfondisci nella nostra guida CILA per Bonus: quando serve e come presentarla nel 2026.

Come si combina il Bonus Sicurezza con altri lavori? 2 esempi pratici

Caso 1: Aggiungere la sicurezza a una ristrutturazione esistente

Il massimale di spesa (96.000€) è omnicomprensivo per tutti i lavori di ristrutturazione su un singolo immobile, inclusi quelli per la sicurezza.

  • Esempio pratico:
    • Stai ristrutturando la tua casa al mare (aliquota 36%).
    • Spendi 40.000€ per rifare impianti e bagno.
    • Decidi di aggiungere anche una porta blindata da 5.000€.
    • Spesa totale: 45.000€. Essendo inferiore al massimale di 96.000€, puoi portare in detrazione il 36% dell’intera cifra. I costi semplicemente si sommano sotto lo stesso tetto di spesa.

Caso 2: La scelta strategica – Bonus Sicurezza o Ecobonus?

A volte, un singolo intervento può rientrare in due bonus diversi. Non puoi usarli entrambi per la stessa spesa, devi scegliere il più conveniente.

  • Esempio pratico:
    • Devi sostituire la tua vecchia porta d’ingresso. Scegli una porta blindata di ultima generazione con un alto isolamento termico che costa 4.000€.
    • Questa spesa è ammissibile sia per il Bonus Sicurezza (in quanto porta blindata) sia per l’Ecobonus (in quanto infisso che migliora l’efficienza energetica).
    • La scelta: Poiché il vantaggio economico è identico, conviene quasi sempre il Bonus Sicurezza. Perché? È burocraticamente più semplice: non richiede il rispetto di rigidi valori di trasmittanza termica (zona climatica per zona climatica) né la complessa asseverazione tecnica spesso richiesta per l’Ecobonus. Scegli l’Ecobonus se hai già esaurito il massimale di 96.000€ del Bonus Ristrutturazione e ti serve un massimale separato.

FAQ: Domande frequenti sul Bonus Sicurezza 2026

Secondo le direttive sul bonus sicurezza 2026, ultime notizie e aggiornamenti, posso detrarre anche l’abbonamento alla vigilanza privata?

No. Se ti stai chiedendo cosa comprende il bonus sicurezza 2026  nel dettaglio a livello di servizi, devi sapere che la detrazione copre solo le spese per l’acquisto dei dispositivi (telecamere, porte, allarmi), le perizie, i sopralluoghi e i costi di installazione. I contratti stipulati con istituti di vigilanza (le guardie giurate o gli abbonamenti mensili per il monitoraggio a distanza) sono sempre esclusi dall’agevolazione.

Cosa succede alle detrazioni del bonus sicurezza 2026 prima casa se decido di vendere l’immobile?

Se vendi l’abitazione prima che siano trascorsi i 10 anni previsti per il recupero totale dell’IRPEF, le quote residue della detrazione passano automaticamente al nuovo acquirente. Tuttavia, se desideri continuare a beneficiare tu delle detrazioni rimanenti, è possibile farlo: basterà inserire un accordo esplicito in tal senso all’interno dell’atto di compravendita notarile.

Come devo pagare i dispositivi per attivare il bonus sicurezza 2026 senza ristrutturazione in corso?

Anche se l’installazione di un allarme avviene in edilizia libera (quindi senza opere murarie o pratiche in Comune), per avere diritto al rimborso fiscale è obbligatorio pagare la fattura tramite “bonifico parlante” (bancario o postale). I pagamenti effettuati in contanti, con assegni, o con carte di credito/bancomat standard fanno perdere irrimediabilmente il diritto alla detrazione. Ricorda di inserire nella causale il riferimento normativo (Art. 16-bis DPR 917/86), il codice fiscale del beneficiario e la P.IVA del venditore/installatore.

Anche un familiare convivente può pagare i lavori e richiedere l’agevolazione?

Assolutamente sì. Il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado conviventi con il proprietario o detentore dell’immobile possono sostenere le spese. Per ottenere la detrazione, la fattura e il bonifico parlante dovranno semplicemente essere intestati al familiare convivente che ha effettivamente pagato.

Che aliquota IVA si applica se faccio installare un sistema antintrusione?

Sui sistemi di sicurezza installati da professionisti si applica l’IVA agevolata al 10%, ma con un limite. Essendo considerati “beni significativi”, l’IVA al 10% si applica per intero sul costo della manodopera, ma sul costo dei dispositivi (es. la centralina o le telecamere) l’agevolazione vale solo fino a concorrenza del valore della manodopera stessa. Sulla parte eccedente, si applica l’IVA ordinaria al 22%. Se invece compri solo il materiale (fai-da-te) in negozio o online, l’IVA è sempre al 22%. Leggi anche: IVA agevolata al 10% per ristrutturazioni: la guida semplice che ti salva il portafoglio

È possibile detrarre solo l’installazione di un allarme wireless, senza altri lavori?

Sì, purché l’intervento sia finalizzato alla prevenzione di atti illeciti, come furti o intrusioni. In questo caso, rientra nell’Edilizia Libera, senza bisogno di presentare la CILA.

La CILA è obbligatoria per l’installazione di porte blindate?

No, nella maggior parte dei casi, se l’intervento non prevede opere murarie invasive, come l’allargamento del vano porta. Basta conservare una Dichiarazione Sostitutiva di Atto di Notorietà, che attesta la data di inizio lavori e la natura dell’intervento. Questa semplificazione è confermata dalla guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a ottobre 2025.

✅ Non perdere i bonus per un errore burocratico!

Proteggere la tua casa è un investimento sulla tua tranquillità. Ricorda i passaggi chiave: scegli prodotti certificati e fai estrema attenzione a questi due step:

  • Il Pagamento: per ottenere le detrazioni non basta un bonifico normale o la carta di credito. Scopri come compilarlo senza errori nella nostra guida al Bonifico Parlante.
  • Le Scartoffie: previeni qualsiasi problema o sanzione in caso di controlli futuri. Assicurati di aver salvato tutto usando la nostra Checklist dei Documenti da conservare.

Avvertenza: Le informazioni sono aggiornate alla normativa vigente (Gennaio 2026), inclusa Legge di Bilancio 2026, Circolare AdE 8/E/2025 e guida ottobre 2025. Le regole fiscali possono subire variazioni; consulta fonti ufficiali. Disclaimer: Questa guida è informativa e non costituisce consulenza professionale. Non si assume responsabilità per errori o conseguenze. Consulta un CAF, commercialista o tecnico per il tuo caso specifico.

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