bonifico parlante errato
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Bonifico ristrutturazione sbagliato o causale errata: come rimediare e salvare il bonus

Hai effettuato il pagamento alla ditta ma ti sei accorto di aver usato un bonifico ordinario invece di quello “parlante”? Oppure hai inserito una causale errata scambiando Ecobonus per Ristrutturazione?

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 17/E del 2023, ha fatto il punto definitivo sulle regole per evitare di perdere la detrazione in caso di errori. Il principio fondamentale è uno solo: la ritenuta d’acconto è stata applicata? Se la banca ha trattenuto l’11% alla ditta, il bonus è quasi sempre salvo con una semplice dichiarazione. Se la ritenuta manca, la strada è più complessa ma percorribile.

In questa guida spieghiamo come rimediare a un bonifico sbagliato caso per caso, con i modelli di dichiarazione da copiare.

1. L’errore grave: bonifico ordinario (niente ritenuta)

Se hai usato un “Bonifico SEPA” o “Istantaneo generico”, la banca non ha applicato la ritenuta d’acconto dell’11%. Secondo la Circolare 17/E, questo impedisce il riconoscimento della detrazione, salvo sanatoria.

Hai due strade per rimediare:

Soluzione A: ripetizione del pagamento (la via migliore)

Se te ne accorgi subito:

  1. Chiedi alla ditta di stornare/restituire l’importo (causale: “Restituzione per errata tipologia bonifico”).
  2. Esegui un nuovo bonifico parlante corretto.

Attenzione all’anno fiscale: Questa procedura è obbligatoria se hai pagato nel 2025 e te ne accorgi nel 2026. Perché? Le detrazioni seguono il “principio di cassa”. Se correggi l’errore rifacendo il bonifico nel 2026, la spesa si considera sostenuta nel 2026 e la detrazione inizierà dal 730 che presenterai nel 2027.

Soluzione B: la “dichiarazione sostitutiva” (se non puoi rifare il bonifico)

Se la ripetizione del bonifico non è possibile (es. conti chiusi o rifiuto della ditta), la Circolare 17/E conferma che la detrazione spetta solo se sei in possesso di una dichiarazione specifica.

Devi farti rilasciare una Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui la ditta attesta che:

“I corrispettivi accreditati a favore dell’impresa con bonifico ordinario del [Data] sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito d’impresa.”

Conserva questo documento: sostituisce la ritenuta mancante agli occhi del fisco.

Non perdere mai più un documento

Se hai dovuto correggere un errore con dichiarazioni sostitutive e carteggi extra, il tuo fascicolo documenti è diventato preziosissimo. Ricorda che devi conservarlo fino al 31 Dicembre 2041.

Come archiviare la pratica “sanata”: Non usare buste di plastica volanti.

  1. Pinza insieme: Fattura + Bonifico Errato + Dichiarazione della Ditta + Copia Bonifico di restituzione (se c’è).
  2. Metti tutto in un archivio dedicato.

Conserva:

2. Errori formali (causale, fattura, normativa)

Se hai usato il modulo “Bonifico per detrazioni” (quindi la ritenuta dell’11% è scattata), ma hai sbagliato a scrivere i dati, la detrazione è salva. L’Agenzia delle Entrate (Circ. 24/2020) conferma che l’errore formale non fa perdere il bonus se il flusso finanziario è tracciato.

Caso A: errore riferimento normativo (ibrido Ecobonus vs Ristrutturazione)

Hai selezionato “Risparmio energetico” ma dovevi mettere “Ristrutturazione edilizia” (o viceversa).

  • Soluzione: Poiché entrambe le tipologie attivano la ritenuta, l’errore non è fatale. Non serve rifare il bonifico. Fatti rilasciare una dichiarazione dalla ditta che specifica: “Il bonifico X fa riferimento alla fattura Y per lavori di natura Z”.

Caso B: numero di fattura mancante o errato

Hai dimenticato di scrivere il numero della fattura nella causale.

  • Soluzione: La mancata indicazione del numero fattura non pregiudica la ritenuta. Integra la fattura cartacea scrivendo a penna: “Saldo pagato con bonifico del [Data]” e allega la copia del bonifico. Per non sbagliare in futuro, leggi e aggiungi nei preferiti Il bonifico parlante per detrazioni fiscali.

3. Errore intestazione: coniugi e comproprietari

La fattura è cointestata (marito e moglie), ma il bonifico è stato fatto solo dal marito. La moglie perde la detrazione? No. La detrazione spetta anche al soggetto che non risulta nel bonifico, a patto che abbia effettivamente sostenuto la spesa.

  • Come rimediare: Prendete la fattura originale e scrivete un’annotazione (va bene a penna): “Spesa sostenuta al 50% da Tizio e al 50% da Caia”. Questo basta per dividere il bonus quando farete la dichiarazione dei redditi. Se hai dubbi su dove inserire queste spese, consulta la nostra guida su Come inserire il bonus ristrutturazione nel 730: guida pratica alla dichiarazione.

4. Errori in condominio

Se hai sbagliato a pagare una quota lavori condominiali (es. hai fatto un bonifico ordinario all’amministratore invece di quello speciale).

  • Il problema: Qui la certificazione unica la rilascia l’amministratore.
  • Soluzione: Contatta subito l’amministratore. Sarà lui a dover certificare che il tuo versamento è confluito nei fondi usati dal condominio per pagare la ditta (con bonifico parlante corretto) e ad attribuiti la detrazione. Senza la sua certificazione, il tuo bonifico personale vale zero.

5. FAQ: dubbi e casi limite

Cosa faccio se l’impresa non collabora?

Se hai fatto un bonifico ordinario e l’impresa si rifiuta di firmare la dichiarazione sostitutiva, sei in una situazione critica. Invia una PEC diffidandoli a fornire la dichiarazione, ma sappi che senza quel documento l’Agenzia delle Entrate potrà recuperare la detrazione.

Ho pagato con carta di credito: posso rimediare?

Solo se si tratta di Bonus mobili (ammesso con carta). Per Ristrutturazioni ed Ecobonus, il pagamento con carta è nullo ai fini fiscali. Non esiste sanatoria: l’unica via è farsi stornare il pagamento sulla carta e rifare un bonifico. Nota: Il Bonus verde non è stato prorogato per il 2026, quindi non rientra più tra le eccezioni.

Ho sbagliato l’importo: ho bonificato meno del totale fattura.

Nessun problema. Se dovevi pagare 1.000€ e per errore hai scritto 100€, il bonifico effettuato è comunque valido per detrarre quei 100€. Soluzione: Fai semplicemente un secondo bonifico parlante per la differenza (i restanti 900€). Nella causale scriverai “Saldo fattura n. X…”. Conserva entrambe le ricevute: la somma dei due bonifici coprirà l’intera fattura e potrai detrarre tutto.

Ho sbagliato l’importo: ho bonificato PIÙ del dovuto.

Anche qui la detrazione è salva, ma non potrai detrarre l’eccedenza. Se la fattura è di 1.000€ e tu hai bonificato 1.200€, potrai portare in detrazione solo 1.000€ (il valore reale dei lavori). Soluzione: Chiedi alla ditta di restituirti i 200€ pagati in eccesso con un bonifico ordinario di restituzione. Non serve annullare il tuo bonifico parlante, semplicemente la parte eccedente non genererà bonus.

Ho scritto il numero di fattura sbagliato nella causale (es. 24 invece di 24/A).

Si tratta di un errore puramente formale che non ostacola i controlli (Circolare 24/E 2020). Soluzione: Non rifare il bonifico. Prendi la fattura cartacea e scrivi un’annotazione indelebile (a penna): “Saldata con bonifico del [Data] recante per errore numero fattura [Numero Errato]”. Questo “collegamento” cartaceo è sufficiente in caso di controllo.

6. Riepilogo: errori comuni da evitare

Errore commessoGravitàRimedio consigliato
Bonifico ordinario🔴 CriticaRipetere pagamento o Dichiarazione sostitutiva
Causale errata🟡 MediaAnnotazione su fattura / Dichiarazione ditta
Normativa sbagliata🟡 MediaNessuno (se la ritenuta c’è) o Dichiarazione ditta
Mancato n. fattura🟢 BassaCollegamento cartaceo Fattura-Bonifico
Pagamento con carta⚫ FataleNessuno (salvo Bonus mobili)

Disclaimer e Avvertenze Legali: Questa guida è redatta a scopo puramente informativo sulla base della normativa vigente e delle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Le normative fiscali sono soggette a modifiche e interpretazioni complesse. BonusCasaFacile.it non si assume alcuna responsabilità per l’eventuale mancato riconoscimento delle detrazioni fiscali derivante dall’applicazione delle indicazioni qui riportate. Ogni situazione fiscale è unica: in caso di errori complessi o importi elevati, si raccomanda vivamente di consultare il proprio commercialista o CAF di fiducia prima di procedere con qualsiasi sanatoria.

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