Bonus Sicurezza 2026: Detrazioni fino a 50% per allarmi, porte blindate e videosorveglianza – Guida Completa e quiz
“Mala tempora currunt”, signori miei. Non sarò il solo a sentirsi sempre meno sicuro fuori casa. Secondo ISTAT nel 2024 (siamo ancora in attesa dei dati 2025) aumenta la quota di famiglie che affermano che la zona in cui vivono è molto o abbastanza a rischio di criminalità, che arriva al 26,6%. Non so se sia solo una sensazione, ma so che almeno a casa voglio sentirmi al riparo totale. Questo non ha prezzo. Certo, installare un allarme o una porta blindata un costo ce l’ha. Fortunatamente, lo Stato ci aiuta a proteggere le nostre famiglie con un’importante detrazione fiscale.
Molti lo chiamano “Bonus Sicurezza”, ma non è un bonus a sé stante. Si tratta di una specifica applicazione del Bonus Ristrutturazione, che include tutti gli interventi finalizzati a “prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”, come chiarito dalla Circolare AdE 8/E/2025. Leggi anche la guida completa e aggiornata Bonus Ristrutturazione 2026.
Indice:
Quali lavori rientrano nel Bonus Sicurezza?
L’elenco fornito dall’Agenzia delle Entrate è ampio e copre sia la sicurezza fisica che quella tecnologica:
- Protezioni Elettroniche: Sistemi di allarme (costo medio 500-1.500€ nel 2026), impianti di videosorveglianza (300-800€), videocitofoni (200-500€).
- Protezioni Fisiche: Porte blindate (800-2.000€), grate/inferriate (500-1.000€), tapparelle metalliche con bloccaggi (300-700€), vetri antisfondamento (400-800€), casseforti a muro (200-500€).
Il consiglio Smart: La sicurezza a portata di App
Oggi non serve più spaccare tutti i muri per passare i fili dell’allarme. Esistono Kit Allarme Wireless e Telecamere WiFi che si installano in pochi minuti e si controllano dal cellulare. Se stai facendo una ristrutturazione (CILA aperta), questi acquisti rientrano nel Bonus Mobili 50%. Se invece installi solo l’allarme, puoi detrarli col Bonus Sicurezza (pagando con Bonifico Parlante).
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📊 Dettaglio del tuo punteggio:
| Area | Stato | Punti |
|---|
A quale aliquota hai diritto? (Le regole del 2026)
Le aliquote sono le stesse del Bonus Ristrutturazione. La detrazione che ti spetta cambia così:
| Caso d’uso (Anno 2025) | Aliquota applicabile | Massimale di spesa |
|---|---|---|
| Abitazione Principale (proprietario/usufruttuario) | 50% | 96.000€ |
| Altre (seconde case, inquilini) | 36% | 96.000€ |
Per tutti i dettagli, leggi la nostra guida completa ai beneficiari.
La burocrazia semplificata: serve la CILA?
Nella maggior parte dei casi, NO. L’installazione di allarmi, videocitofoni o la sostituzione di una porta blindata (senza allargare il vano muro) rientra nell’Edilizia Libera.
- Come fare: Non devi presentare nulla in Comune. Per avere il bonus, devi solo conservare una Dichiarazione Sostitutiva di Atto di Notorietà in cui attesti la data di inizio lavori e che l’intervento rientra nella prevenzione atti illeciti.
- Quando serve la CILA: Solo se fai opere murarie invasive (es. abbatti un muro per mettere una porta blindata più grande). Approfondisci nella nostra guida CILA per Bonus: quando serve e come presentarla nel 2026.
Come si combina il Bonus Sicurezza con altri lavori? 2 esempi pratici
Caso 1: Aggiungere la sicurezza a una ristrutturazione esistente
Il massimale di spesa (96.000€) è omnicomprensivo per tutti i lavori di ristrutturazione su un singolo immobile, inclusi quelli per la sicurezza.
- Esempio pratico:
- Stai ristrutturando la tua casa al mare (aliquota 36%).
- Spendi 40.000€ per rifare impianti e bagno.
- Decidi di aggiungere anche una porta blindata da 5.000€.
- Spesa totale: 45.000€. Essendo inferiore al massimale di 96.000€, puoi portare in detrazione il 36% dell’intera cifra. I costi semplicemente si sommano sotto lo stesso tetto di spesa.
Caso 2: La scelta strategica – Bonus Sicurezza o Ecobonus?
A volte, un singolo intervento può rientrare in due bonus diversi. Non puoi usarli entrambi per la stessa spesa, devi scegliere il più conveniente.
- Esempio pratico:
- Devi sostituire la tua vecchia porta d’ingresso. Scegli una porta blindata di ultima generazione con un alto isolamento termico che costa 4.000€.
- Questa spesa è ammissibile sia per il Bonus Sicurezza (in quanto porta blindata) sia per l’Ecobonus (in quanto infisso che migliora l’efficienza energetica).
- La scelta: Poiché il vantaggio economico è identico, conviene quasi sempre il Bonus Sicurezza. Perché? È burocraticamente più semplice: non richiede il rispetto di rigidi valori di trasmittanza termica (zona climatica per zona climatica) né la complessa asseverazione tecnica spesso richiesta per l’Ecobonus. Scegli l’Ecobonus se hai già esaurito il massimale di 96.000€ del Bonus Ristrutturazione e ti serve un massimale separato.
FAQ: Domande frequenti sul Bonus Sicurezza 2026
- È possibile detrarre solo l’installazione di un allarme wireless, senza altri lavori?
Sì, purché l’intervento sia finalizzato alla prevenzione di atti illeciti, come furti o intrusioni. In questo caso, rientra nell’Edilizia Libera, senza bisogno di presentare la CILA. - La CILA è obbligatoria per l’installazione di porte blindate?
No, nella maggior parte dei casi, se l’intervento non prevede opere murarie invasive, come l’allargamento del vano porta. Basta conservare una Dichiarazione Sostitutiva di Atto di Notorietà, che attesta la data di inizio lavori e la natura dell’intervento. Questa semplificazione è confermata dalla guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a ottobre 2025. - Qual è la causale corretta per il bonifico parlante nel Bonus Sicurezza?
La causale standard da utilizzare è: “Bonus Ristrutturazione art. 16-bis TUIR – Interventi prevenzione illeciti – Fattura n. X del YY/MM/2026”. Assicurati di includere il numero e la data della fattura, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA del fornitore, per evitare contestazioni. Leggi la nostra guida definitiva sul bonifico parlante. - Il Bonus Sicurezza è prorogato per il 2026?
Sì, in quanto parte integrante del Bonus Ristrutturazione. La Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025, conferma l’aliquota al 50% per interventi sull’abitazione principale e al 36% per le altre unità immobiliari, con un massimale di spesa di 96.000 euro per unità. - Si può cumulare il Bonus Sicurezza con l’Ecobonus?
Sì, in alcuni casi, come per porte blindate con elevate prestazioni isolanti. Puoi optare per l’Ecobonus se l’intervento migliora l’efficienza energetica, ma ricorda l’obbligo di comunicare i dati all’ENEA. - Qual è il costo medio per un allarme casa nel 2026?
Per un sistema wireless base, i costi oscillano tra 200 e 600 euro, mentre per un impianto cablato più complesso si va dai 500 ai 1.500 euro. Queste spese sono detraibili, inclusa l’IVA agevolata al 10%, rendendo l’investimento più accessibile. - Posso installare il sistema di sicurezza fai-da-te per ottenere il bonus?
No, per beneficiare della detrazione è necessario affidarsi a un’impresa abilitata, che emetta fattura regolare inclusiva di posa in opera. Acquisti di soli materiali senza installazione professionale non sono ammissibili, come ribadito dalle norme fiscali. - Il massimale di spesa è condiviso con altri lavori di ristrutturazione?
Sì, il limite di 96.000 euro per unità immobiliare vale per l’intero Bonus Ristrutturazione, inclusi gli interventi di sicurezza. Questa regola rimane invariata con la proroga della Legge di Bilancio 2026. - Per redditi superiori a 75.000 euro, c’è un tetto alle detrazioni?
Sì, la proroga per il 2026 conferma un limite annuo alle detrazioni totali per redditi elevati, calcolato con un coefficiente basato sul numero di familiari a carico. Fai una simulazione della tua capienza IRPEF e i limiti del plafond.
Conclusione: una casa più sicura, a metà prezzo
Proteggere la tua casa è un investimento sulla tua tranquillità. Ricorda i passaggi chiave: scegli prodotti certificati, paga con bonifico parlante e conserva tutta la documentazione che elenchiamo nella nostra checklist dei documenti.
Avvertenza: Le informazioni sono aggiornate alla normativa vigente (Gennaio 2026), inclusa Legge di Bilancio 2026, Circolare AdE 8/E/2025 e guida ottobre 2025. Le regole fiscali possono subire variazioni; consulta fonti ufficiali. Disclaimer: Questa guida è informativa e non costituisce consulenza professionale. Non si assume responsabilità per errori o conseguenze. Consulta un CAF, commercialista o tecnico per il tuo caso specifico.
Responsabile Editoriale
Si occupa di divulgazione in ambito energetico e fiscale da oltre 5 anni. Il suo ruolo in BonusCasaFacile è selezionare le fonti normative (Agenzia delle Entrate, ENEA) e coordinare la stesura delle guide pratiche, con un occhio di riguardo per le tecnologie di climatizzazione e riscaldamento.
