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A chi spetta il bonus ristrutturazione: guida ai beneficiari e aliquote

Quando si parla di Bonus Ristrutturazione, molti pensano sia un’esclusiva per i proprietari di casa. Spesso gli affittuari non considerano neanche di fare i lavori perché non sanno di poter accedere alla detrazione. La realtà è diversa. Se vivi in affitto o in casa dei tuoi genitori e stai pensando di fare dei lavori, questo articolo è per te.

Tuttavia, le novità introdotte nel 2025 hanno creato uno spartiacque fondamentale: non tutti i beneficiari hanno diritto alla stessa percentuale di detrazione.
La regola è sempre la stessa: la detrazione spetta a chi sostiene le spese e detiene un titolo idoneo sull’immobile. Ma l’importo di quella detrazione, oggi, dipende da chi sei e da quale casa stai ristrutturando.

Questa guida si basa sulla normativa vigente (Art. 16-bis TUIR) e sui chiarimenti della Circolare AdE 8/E/2025.
Aggiornata al 2 gennaio 2026 con la Legge di Bilancio 2026 approvata. Verifica sempre sul sito di Agenzia delle Entrate o Senato per eventuali aggiornamenti.

A chi spetta il bonus ristrutturazione nel 2026

Per darti subito un quadro chiaro, ecco la tabella che riassume le aliquote a cui hai diritto nel 2026. Leggi anche la nostra guida dedicata ai lavori di ristrutturazione ammessi al bonus casa 2026.

BeneficiarioSu abitazione principaleSu altri immobili Massimale di spesaCondizioni
Proprietario/Usufruttuario50% 2026 (proroga LB 2026)36% (2026)96.000€ (uniforme per tutti)Diritto reale di godimento; dimora abituale (tua/familiari) per 50%
Inquilino/Comodatario36%36%96.000€Contratto registrato + consenso scritto
Familiare Convivente36%Non applicabile96.000€Convivenza preesistente (autocertificazione) + fatture a nome

I beneficiari con aliquota piena (il 50%)

Secondo le nuove regole in vigore dal 2025, l’aliquota potenziata al 50% (su un massimale di 96.000€) è riservata a una categoria specifica di persone che effettuano lavori sull’abitazione principale:

  • Proprietari o nudi proprietari.
  • Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione).
  • Eccezione Forze Armate/Polizia: Abitazione principale assimilata anche senza dimora personale, se unico immobile posseduto in Italia e non locato (Risposta Agenzia 244/2025, assimilazione IMU)

Tutti gli altri beneficiari con aliquota ridotta (il 36%)

Qui sta la novità cruciale. Per tutte le altre casistiche, l’aliquota applicabile per le spese sostenute nel 2026 è quella ordinaria del 36%. In questa categoria rientrano:

  • I proprietari che effettuano lavori su seconde case o altri immobili non adibiti ad abitazione principale.
  • Gli inquilini in affitto (locatari), anche se l’immobile è la loro abitazione principale.
    • Condizioni: Devono avere un contratto di locazione regolarmente registrato e ottenere il consenso scritto del proprietario.
  • I comodatari.
    • Condizioni: Devono avere un contratto di comodato regolarmente registrato.
  • I familiari conviventi del proprietario che sostengono le spese.
    • Condizioni: La convivenza deve esistere prima dell’inizio dei lavori (attestata dall’anagrafe) e le fatture/bonifici devono essere a loro nome.

Attenzione per redditi >75.000€: Se il tuo reddito supera i 75.000€, la tua capacità di detrazione è limitata da un nuovo “plafond” calcolato in base al numero di figli (Quoziente Familiare). Se rientri in questa fascia, consulta un commercialista prima di iniziare i lavori.
Nel frattempo approfitta del nostro simulatore capienza IRPEF e plafond.

Leggi anche la guida: Massimali di spesa, aliquote e calcolo della detrazione.

L’alternativa per Inquilini: Rinnovare senza ristrutturare

Se sei in affitto e il bonus al 36% non ti convince (o il proprietario non ti dà il permesso per lavori grossi), puoi comunque trasformare la casa con soluzioni reversibili e low-cost. Su Amazon trovi prodotti incredibili per il “restyling senza polvere”:

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I “casi particolari”

  • Comproprietari (es. coniugi): La detrazione si ripartisce in base a chi ha sostenuto la spesa. L’aliquota del 50% si applica solo se l’immobile è abitazione principale per il comproprietario che paga.
  • Eredi: L’erede che conserva la “detenzione materiale e diretta” dell’immobile può continuare a usufruire delle rate di detrazione residue del defunto.
    • Principio Agenzia 7/2025: Detraibile rate residue anche se possesso acquisito post-successione, se mantenuto per intero periodo d’imposta; no se locato/comodato, salvo subentro
  • Lavori in condominio: Per le parti comuni (tetto, facciate), ogni condomino detrae la sua quota millesimale. L’aliquota (50% o 36%) dipenderà dall’uso che fa del suo specifico appartamento (prima o seconda casa).

Requisiti e esclusioni fondamentali

Per avere diritto al bonus, l’immobile deve sempre rispettare queste condizioni:

  • Essere situato in Italia.
  • Essere un immobile a uso abitativo.
  • NON essere un immobile di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9 sono spesso escluse dalle agevolazioni prima casa, verificare).

Esempio pratico:

  • Se Mario, proprietario, spende 10.000€ per rifare il bagno della sua abitazione principale, detrarrà il 50% (5.000€).
  • Se Maria, sua figlia convivente, sostiene la stessa spesa per la stessa casa, detrarrà il 36% (3.600€).
  • Se Mario fa gli stessi lavori sulla sua casa al mare, detrarrà il 36% (3.600€).
  • Se Luca, inquilino, spende 10.000€ per rifare la cucina (con consenso proprietario), detrarrà il 36% (3.600€), anche se è la sua abitazione principale.

Domande Frequenti (FAQ)

  • Cosa succede se vendo la casa dopo la ristrutturazione?
    Salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita (rogito), le rate di detrazione residue passano automaticamente al nuovo proprietario.
  • Cosa succede dal 2027? Le aliquote cambieranno ancora?
    Dal 2027 è previsto un calo strutturale al 36% per le prime case e al 30% per le seconde (salvo nuove leggi).
  • Sono un forfettario, posso usare il bonus?
    Generalmente no. Il Bonus Ristrutturazione è una detrazione IRPEF. Poiché i forfettari pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF, non hanno “capienza” fiscale per detrarre le spese, a meno che non abbiano altri redditi (es. lavoro dipendente) soggetti a IRPEF.

Sintesi

Come hai visto, la platea dei beneficiari è ampia, ma la strategia è cambiata. La distinzione tra abitazione principale e altri immobili è ora il fattore economico determinante. Pianificare attentamente chi sosterrà le spese, in base al suo titolo sull’immobile e alle condizioni richieste, è oggi più che mai una decisione strategica per massimizzare il risparmio.


Avvertenza: Le informazioni sono aggiornate alla normativa vigente (Gennaio 2026), inclusa Legge di Bilancio 2026, Circolare AdE 8/E/2025 e guida ottobre 2025. Le regole fiscali possono subire variazioni; consulta fonti ufficiali.
Disclaimer: Questa guida è informativa e non costituisce consulenza professionale. Non si assume responsabilità per errori o conseguenze. Consulta un CAF, commercialista o tecnico per il tuo caso specifico.


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